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Novara, 3 dicembre 2010 – Solo il mese scorso la nostra scuola ha partecipato al progetto Comenius ospitando un gruppo di circa 30 persone fra insegnanti e studenti provenienti dai sei Paesi dell’Unione Europea che hanno aderito all’iniziativa: Spagna, Romania, Croazia, Finlandia, Germania ed Estonia. Ma quanti ragazzi del Liceo si sono accorti di ciò? Chiedendo in giro ci siamo accorte che quasi nessuno era a conoscenza non solo del fatto che la nostra scuola partecipasse al progetto, ma nemmeno cosa fosse il Comenius stesso; ecco perché ci siamo impegnate a scrivere questo articolo, per rendere note a tutti le iniziative a cui prende parte l’Antonelli.
Innanzitutto capiamo chi era Johan Amos Komensky, latinizzato in Comenius; egli nacque in Moravia nel 1592 nel villaggio di Nivnice. Figlio di mugnai, alla morte dei genitori (1604) venne affidato ad una zia. Nel 1608 cominciò a frequentare la scuola latina a Přerov per poi trasferirsi in Germania, ad Heidelberg. Fin da giovane si appassionò alla pedagogia tanto da essere considerato oggi uno dei pedagogisti più significativi dell'età moderna: egli sosteneva che il fine dell'educazione sia la formazione dell'uomo sia nella vita spirituale che in quella civile. Diceva infatti che "educare è vivere", che prima di agire bisogna imparare e che per educare bisogna avere una chiara visione degli scopi da perseguire e del metodo con cui l'insegnamento deve essere impartito. Al pensiero di questa importante figura si ispira il Progetto omonimo, che è un ramo del programma Socrates, proposta d'azione della Comunità europea nel settore dell'istruzione. Approvato il 14 marzo 1995, ha come obiettivo principale quello di contribuire a ottimizzare la qualità della formazione dei giovani negli ambienti scolastici migliorando la cooperazione europea e aumentando l'accesso alla gamma delle opportunità di apprendimento disponibili nell'ambito dell'Unione, oltre a sviluppare la conoscenza e la comprensione della diversità culturale e linguistica; inoltre cerca di aumentare la corrispondenza tra istituti scolastici dei vari Stati membri, in modo da coinvolgere in attività educative congiunte almeno 3 milioni di allievi nel corso della durata del programma.
Tornando a noi e alla nostra scuola, quest’anno hanno visitato l’Italia un ragazzo e una ragazza spagnoli, Angela e Luis, due ragazze croate Andrea e Matea e cinque rumeni Iulia, Alex, Ioana, Raluca e Codrina coi rispettivi insegnanti, insieme ai docenti degli altri Paesi . Sono arrivati tutti nel giorno di domenica 7 novembre, e lunedì abbiamo mostrato loro la nostra scuola; in seguito gli studenti hanno presentato attraverso un file su power point il proprio Paese d’origine e in particolare il sistema scolastico. Non a caso il tema di questo Comenuis biennale tratta proprio dell’istruzione nei diversi Paesi dell’Unione e delle prospettive di lavoro. È stato interessante vedere come da diverse culture e evoluzioni della società siano nate diverse organizzazioni scolastiche tutte ugualmente valide anche se a volte profondamente differenti, come nel caso della Spagna, dove finita la “scuola dell’obbligo” a sedici anni, ci sono vari percorsi di studio in preparazione all’università.
Nei giorni seguenti abbiamo proposto una serie di iniziative mirate a far conoscere loro il nostro splendido Paese, la nostra lingua e la nostra cultura, attraverso una lezione di italiano e varie visite guidate a Vercelli e a Novarello; inoltre li abbiamo impegnati in attività come dei report relativi alle opportunità lavorative alla fine del corso di studi.
La parte più interessante è stata naturalmente conoscere persone nuove, ma anche riuscire a scambiarsi brevi opinioni su argomenti più o meno importanti, capire come le stesse notizie vengano commentate in modo diverso in altri Paesi e comprendere la visione che si ha in Europa dell’Italia; infine, per quanto riguarda la comunicazione, finalmente abbiamo potuto mettere a frutto l’inglese che impariamo a scuola!
È stata un’esperienza molto positiva e per questo vorremmo ringraziare le professoresse Federica Mingozzi e Alessandra Marietta che ci hanno dato la possibilità di partecipare a questo progetto e che pur essendosi trovate da sole a dover organizzare ogni cosa, sono riuscite a fare un ottimo lavoro. Speriamo di rivedere presto i nostri amici e che questa esperienza possa coinvolgere sempre più persone in futuro, in modo da raggiungere il vero e più profondo obiettivo del Comenius, ovvero quello di far conoscere usi, costumi e stili di vita diversi per aprire le menti dei giovani e trasformare davvero la nostra Europa in un mondo libero da frontiere e pregiudizi.
Ma mentre aspettiamo che ciò diventi convinzione comune in tutti gli uomini, speriamo che qualcosa sia rimasto anche a voi che avete letto il nostro articolo.
Alice Dinegro, Giulia Tarantola







