(ex art. 3 del D.P.R. 21 Novembre 2007, n. 235; Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249,concernente lo statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondari; GU n. 293 del 18/12/2007)
1. Testo legislativo
Patto educativo di corresponsabilità e giornata della scuola
- Contestualmente all’iscrizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie.
- I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonché di elaborazione e revisione condivisa, del patto di cui al comma 1.
- Nell’ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione scolastica pone in essere le iniziative più idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi studenti, per la presentazione e la condivisione dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano dell’offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del patto educativo di corresponsabilità.
2. Premessa pedagogica
Se da un lato la nostra Carta Costituzionale riconosce e sancisce il primato della famiglia nell’educazione dei figli, dall’altro riconosce la libertà d’insegnamento dei docenti, della quale fanno parte integrante gli stessi valori umani, sociali e politici che sono il fondamento della nostra società. Non dimentichiamo che il processo di maturazione degli studenti che frequentano l’istituto in età adolescenziale e che li conduce alla maggiore età, implica un loro coinvolgimento nella condivisione e nella responsabilità delle scelte pedagogiche, organizzative e didattiche.
Se l’istituto “intende promuovere la formazione globale ed armonica della persona non può prescindere da alcuni requisiti fondamentali, quali la valorizzazione dell’alunno come risorsa programmatica e attuativa, al fine di renderlo protagonista della propria educazione e preparazione culturale” (dal P.O.F.).
Il riconoscimento, il rispetto reciproco e la collaborazione all’interno della diversità di ruoli diventa allora premessa indispensabile del patto educativo che, nell’ambito della progettualità scolastica, deve coinvolgere, in un processo educativo condiviso, genitori, docenti e studenti.
3. Il processo educativo
L’educazione è un processo di autoformazione della personalità della studentessa e dello studente, guidata da persone adulte che li accompagnano, in modo armonico, equilibrato e completo, alla realtà della vita. Per educare è necessario capire l’alunno/a, interpretarne i gesti e le difficoltà, coglierne i bisogni più profondi, le sue ansie, le sue paure, le sue aspirazioni, la sua voglia di vivere e rispondervi adeguatamente.
Ogni persona in età evolutiva è un patrimonio prezioso per la famiglia e per la società che investe sul proprio futuro. Educarla significa aiutarla a sviluppare tutte le sue potenzialità e abituarla a vivere nel contesto sociale con le sue regole e i suoi valori, che devono essere compresi, motivati, interiorizzati e praticati nella quotidianità. Un tale obiettivo deve essere condiviso dall’alunno/a, dalla famiglia, dalla scuola e dalla società mediante una partecipazione all’azione educativa in modo complementare e collaborativa.
4. L’accoglienza
L’accoglienza rappresenta il momento critico fondamentale dell’ingresso dell’adolescente nella scuola: egli deve sentirsi accolto e accettato per quello che è, una persona con un proprio modo di sentire, di rapportarsi con gli altri, con una propria rappresentazione della realtà e di sé come risultato di esperienze vissute in modo del tutto personale.
L’educatore opera affinché ogni studente possa sentirsi a proprio agio e riconosca la diversità di ruoli tra docente e discente. Egli, inoltre, si propone di capire il comportamento dell’allievo e di interpretarne il vissuto, anche attraverso il dialogo coi genitori. Su queste conoscenze si innesta l’azione educativa volta ad orientarlo verso le tappe successive della sua maturazione psichica, sociale e valoriale.
5. L’appartenenza
L’integrazione dell’allievo/a nel gruppo classe soddisfa il bisogno socio-affettivo di creare relazioni interpersonali stabili e di sentirsi parte attiva e creativa di una comunità che rimane il luogo privilegiato dove confrontare la propria personalità, misurare le proprie competenze, sviluppare la propria capacità di convivenza con gli altri.
L’azione educativa favorisce e aiuta questa integrazione nel rispetto delle singole individualità e nel segno dell’amicizia, della solidarietà, della tolleranza, del rispetto reciproco e della pari dignità e della parità di diritti e doveri fra uomini e donne.
6. Ricerca di autonomia
La consapevolezza di sé come “altro” con proprie specifiche tendenze, esperienze e aspirazioni portano la studentessa e lo studente ad una ricerca di autonomia che spesso si manifesta in un conflitto più o meno profondo col mondo degli adulti, genitori e insegnanti. Compete all’educatore indicare e confermare i confini oltre i quali l’esercizio della autonomia personale rappresenta un pericolo per la libertà e per la dignità degli altri. Questa azione non impegna soltanto gli operatori scolastici, ma deve coinvolgere anche la famiglia per evitare quelle contraddizioni che disorientano l’adolescente e ne giustificano gli eccessi di autonomia.
7. Modelli di riferimento
Ogni adulto, con cui le persone in età evolutiva vengono in contatto all’interno della scuola, diventa un punto di riferimento educativo, positivo o negativo. Ad esse inevitabilmente fa riferimento per strutturare i propri comportamenti e le sue relazioni. Per questo motivo è indispensabile una condivisione di obiettivi educativi al fine di non produrre disorientamento o tensioni. Un’azione educativa, perché sia efficace, richiede anche che insegnanti e genitori, nella loro attività quotidiana, siano in grado di testimoniare in prima persona la condivisione di questi valori.
8. Immagine di sé
È fondamentale per la costruzione della propria struttura psicologica che lo studente percepisca di rappresentare un valore per sé e per gli altri, con la propria dignità, le proprie capacità e potenzialità: un essere unico, irripetibile, ma compartecipe della molteplicità dell’esperienza umana.
L’educatore opera per sviluppare in lui un concetto di sé positivo e stabile, aperto alle nuove esperienze della vita che gli consentiranno di acquisire fiducia in se stesso ed autonomia per assumere responsabilmente le proprie scelte.
9. La dimensione etica
La nostra società, fortemente proiettata verso il benessere, la ricchezza, il sesso, il potere sembra non accorgersi, o non voler vedere, il bisogno dei giovani di valori certi, condivisi e testimoniati: su questo piano si gioca l’avvenire dei nostri ragazzi e dell’intera società, perché attraverso l’educazione si costruisce la persona e quindi le basi della convivenza civile.
Pur nella problematicità della individuazione di valori etici comuni e condivisi, è basilare trasmettere ai nostri ragazzi la certezza che i valori che noi professiamo sono il fondamento su cui costruire una società più giusta, più equa e solidale, più vivibile non solo per noi ma per l’intera umanità.
10. Sinergia educativa
Al fine di rendere proficuo l’intervento educativo, famiglia, studente e istituto, ciascuno per le proprie competenze, lavorano in sinergia:
- la famiglia è responsabile dell’educazione dello studente;
- lo studente partecipa attivamente al processo educativo nella comunità scolastica assumendosi la responsabilità delle proprie scelte;
- l’istituto partecipa al processo educativo con le attività didattiche e formative.
Sulla base di tali principi si stabilisce il seguente patto educativo di corresponsabilità tra istituzione scolastica, alunna/o e famiglia:
Gli alunni hanno il diritto
- ad una formazione umana, sociale e culturale che valorizzi la singola personalità e che la aiuti a compiere adeguate scelte valoriali, scolastiche e professionali;
- al rispetto come persone;
- alla comprensione del significato dei rimproveri, non diretti a mettere in discussione il proprio valore, ma a favorire atteggiamenti più adeguati;
- alla fruizione del tempo scolastico e delle opportunità educative proposte dall’istituto;
- al recupero ed al sostegno in caso di difficoltà compatibilmente con le risorse umane e finanziarie dell’istituto;
- ad un ambiente sereno, sicuro ed educativamente proficuo.
Gli alunni hanno il dovere
- di rispettare tutti i compagni e gli adulti educatori;
- di ascoltare e mettere in pratica i suggerimenti degli insegnanti sul piano del comportamento e dell’apprendimento;
- di mantenere un linguaggio, un comportamento e un abbigliamento consono al decoro della scuola;
- di comportarsi in modo tale da non ledere il diritto di apprendimento dei compagni e il dovere di insegnamento dei docenti;
- di seguire con scrupolo le indicazioni di lavoro scolastico e domestico dei docenti sia durante l’anno scolastico sia nei mesi estivi;
- di rispettare l’orario, di frequentare regolarmente le lezioni e di motivare le assenze;
- di svolgere le verifiche nei modi e nei tempi programmati senza effettuare assenze strategiche;
- di rispettare le regole fissate dall’organizzazione del plesso, gli ambienti e gli arredi; in caso contrario, si impegnano a rifondere all’istituto i danni provocati;
- di informare la propria famiglia su quanto avviene in ambito scolastico;
- di consegnare tempestivamente le comunicazioni che l’istituto tramite loro invia alla famiglia e di restituire all’istituto, altrettanto tempestivamente, le comunicazioni della famiglia;
- di non sottrarsi per nessun motivo alla vigilanza dei docenti o del personale incaricato durante le attività all’esterno della scuola.
I genitori hanno il diritto
- di svolgere colloqui, regolarmente programmati, con gli insegnanti per sostenere il percorso scolastico dei figli;
- di effettuare assemblee di sezione, di classe o di Istituto nei locali della scuola, su richiesta dei rappresentanti e concordando con il Dirigente Scolastico la data e l’ora di svolgimento;
- di essere informati sull’impostazione pedagogica e sull’organizzazione dell’istituto, sull’andamento scolastico, sulle modalità e sugli esiti degli interventi di recupero dei propri figli.
I genitori hanno il dovere
- di adempiere in modo scrupoloso le regole in vigore nell’istituto;
- di rispettare l’impostazione pedagogica e l’organizzazione dell’istituto;
- di collaborare alle richieste degli insegnanti, partecipando alle assemblee e ai colloqui;
- di controllare circolari e comunicazioni;
- di inviare all’istituto le comunicazioni richieste;
- di essere reperibili nel caso di comunicazioni urgenti che richiedono risposte tempestive;
- di collaborare con la scuola perché la/il figlia/o effettui le verifiche nei modi e nei tempi programmati;
- di collaborare nell’ambito della prevenzione e del mantenimento della salute nella comunità scolastica.
L’istituto ha il diritto
- al rispetto della persona e della professionalità di tutti gli operatori da parte degli alunni e delle famiglie;
- all’adozione e all’applicazione, nell’ambito dell’autonomia e nel rispetto della vigente normativa, delle scelte amministrative, organizzative, pedagogiche e didattiche.
L’istituto ha il dovere
- di impartire un insegnamento qualitativamente elevato, personalizzato ed educativamente positivo;
- di far rispettare l’organizzazione dell’istituto;
- di rispettare la persona degli alunni e la loro riservatezza nella vita privata (le valutazioni conseguite in ambito scolastico non sono oggetto delle norme sulla riservatezza, per il fatto che l’istituto deve garantire i principi di trasparenza, imparzialità e tempestività secondo le norme vigenti);
- di informare gli studenti e le famiglie sulle decisioni adottate, sul percorso e sui progetti della vita scolastica;
- di comunicare alle famiglie le situazioni disciplinarmente rilevanti e/o ricorrenti, che possono costituire un pregiudizio al processo educativo e di apprendimento;
- di elaborare e verificare negli organi collegiali le programmazioni didattiche ed educative, di armonizzarle con la realtà della classe e dei singoli alunni, di concordarle con i gruppi di lavoro;
- di informare i genitori sull’andamento scolastico dei figli sia mediante il libretto personale mediante colloqui e mediante una comunicazione interquadrimestrale del Dirigente;
- di informare i genitori sulle modalità e sugli esiti degli interventi di recupero.
Libretto dello studente
Ad ogni studente viene consegnato all’inizio dell’anno un libretto sul quale devono essere motivati i ritardi, le assenze, le uscite anticipate, sul quale sono inviate le comunicazioni alla famiglia, indicati i provvedimenti disciplinari, le votazioni e i risultati di eventuali interventi di recupero.
- Lo studente si impegna a conservarlo in modo adeguato e a portarlo sempre a scuola;
- la famiglia si impegna a controllarlo sistematicamente;
- l’istituto a fornire le comunicazioni e a verificare lo stato di tale documento.







