Perché il caffè aiuta a studiare

Se sei uno studente, o lo sei stato, avrai di certo sentito dire che il caffè aiuta a studiare. Forse anche tu ti sarai sottoposto a sedute di studio interminabile sostenuto da diverse tazze di liquido nero. Ma si tratta di qualcosa di scientifico o solo di una cosiddetta leggenda metropolitana?

Scopriamo in questa guida se e perché il caffè aiuta a studiare e soprattutto in che modo.

Gli effetti del caffè

La caffeina è definita stimolante, cioè rientra in quella categoria di sostanze in grado di attivare il sistema nervoso centrale.  I suoi effetti sono ormai provati, ma quello che ci interessa è metterli in relazione con lo studio.

Se il caffè è in grado di stimolare proprio quelle ‘doti’ che servono per studiare meglio e più a lungo, allora si può dire che sì, effettivamente il caffè è utile in tal senso.

Le doti richieste per studiare sono fondamentalmente:

La caffeina in effetti aumenta la concentrazione, sembra migliorare la memoria e si è dimostrata in grado di alzare la soglia dell’attenzione. Tutto questo però, a patto che non se ne abusi, perché altrimenti si rischia di incorrere negli effetti indesiderati che (a seconda della quantità assunta) si traducono in agitazione, tremore, insonnia, tachicardia, ansia, fino all’esaurimento con il risultato che studiare non sarà più possibile.

Come agisce il caffè

Naturalmente gli effetti collaterali si manifestano solo per assunzioni in grandi quantità e per lunghi periodi di tempo (ma questo vale per tutto). In occasioni specifiche (come potrebbe essere un esame particolarmente impegnativo) invece l’assunzione di caffè si dimostra di aiuto.

In particolare le ricerche mostrano come la caffeina, assunta nella misura di una sola tazzina, sia già in grado di aumentare la soglia dell’attenzione. È intuitivo del resto, tutti ci sentiamo più svegli e attenti dopo aver bevuto un buon caffè, specialmente al mattino. Il motivo però è più scientifico di quanto si creda.

Bastano 200 ml di caffeina per sentirsi ristorati come dopo aver dormito per circa 20 minuti. Ecco perché il caffè aiuta a studiare, perché ci fa sentire rigenerati. Sembra che le facoltà cognitive (quindi memoria, attenzione, ragionamento) migliorino proprio con l’assunzione regolare (ma sempre a basse dosi) di caffè.

Per tale motivo molte aziende ed attività commerciali installano un distributore automatico di caffè, come quelli che puoi vedere su settemilacaffe.com.

Perché il caffè aiuta a studiare

Tra le motivazioni del perché il caffè aiuta a studiare, arriva una ricerca davvero sorprendente. Sembra che la caffeina migliori quella componente della memoria definita ‘visiva‘.

Si tratta di quella capacità che ci permette di visualizzare nella mente una certa pagina del libro in cui vi siano immagini. Un altro beneficio della caffeina si nota sulla concentrazione.

Il meccanismo cognitivo alla base di questo miglioramento sta nell’aumentata velocità di elaborazione delle informazioni.  In questo senso bastano appena 75 milligrammi di caffeina (una tazzina), per aumentare del 10% circa la velocità con cui il nostro cervello ragiona. Le sinapsi in pratica lavorano scambiandosi informazioni più rapidamente, e questo ci permette di cogliere nessi, fare ragionamenti e deduzioni con più lucidità.

Infine, anche l’attenzione ne beneficerebbe in maniera scientifica. Nelle situazioni in cui la soglia di reazione deve essere bassa, come nel caso di chi viaggia di notte o di chi fa lavori nella sicurezza pubblica, l’assunzione di circa 200 milligrammi di caffeina sembra contrastare stanchezza e riflessi rallentati.

Attenzione a zucchero e brusche interruzioni

Proprio per via del suo potente effetto, soprattutto se si assumono diverse tazzine di caffè al giorno, è sempre bene non smettere in maniera radicale. Si potrebbe infatti incorrere in quella che l’American Psychiatric Association definisce proprio sindrome d’astinenza.

Naturalmente si tratta di una situazione lieve e momentanea, caratterizzata però da emicrania e nervosismo. Attenzione invece allo zucchero che si mette nelle tazzine. Un cucchiaino ogni tanto sembra migliorare l’attenzione, grazie all’interazione tra il glucosio e lo zucchero contenuto naturalmente nella caffeina.

Tuttavia abusarne può comportare l’insorgere di disturbi come il diabete, che è sempre bene prevenire.

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