Come studiare velocemente

Indipendentemente dalle tematiche trattate, lo studio prevede sempre una certa componente mnemonica poiché alcune nozioni devono per forza venire memorizzate.

Importanza di studiare velocemente

Non tutte le persone sono dotate di buona memoria e pertanto le tempistiche necessarie per acquisire le informazioni richieste risultano soggettive e molto variabili.

Essere in grado di studiare velocemente può di fatto fare la differenza in quanto la capacità di memorizzare in tempi contenuti consente di abbreviare notevolmente la preparazione.

La memoria consiste in un’attività cerebrale che ha sede in determinate zone dell’encefalo e che, come molte altre funzioni relative al sistema nervoso centrale, può venire migliorata con adeguati mezzi.

Come allenare la memoria per velocizzare l’acquisizione di nozioni

Bisogna innanzitutto fare una netta distinzione tra concetti e nozioni dato che i primi richiedono un percorso logico che non è richiesto dalle seconde.

Infatti il concetto deve venire analizzato, capito e successivamente memorizzato; accade che esso non sia subito comprensibile, ma richieda un certo tempo per la sua assimilazione.

E’ provato che non è possibile tenere a mente qualcosa che non si capisce in quanto la memoria non è in grado di introiettarlo.

La nozione, al contrario, è una notizia che, proprio per sua natura, non richiede nessun ragionamento, ma soltanto una catalogazione mentale e che quindi può venire memorizzata in breve tempo.

Le prestazioni mnemoniche possono essere migliorate con l’allenamento, analogamente a quanto accade con il fisico.

Mezzi per studiare velocemente

Il primo step da mettere in atto è quello di svuotare la mente nel momento in cui si sta per affrontare un percorso di studio.

Eliminando i pensieri superflui, le ansie, le preoccupazioni e anche i progetti da realizzare il cervello si libera, lasciando posto a nuove azioni.

Un secondo step consiste nell’effettuare una veloce ricognizione del materiale da studiare per rendersi conto del metodo migliore da impiegare.

Se la mole di lavoro è considerevole diventa opportuno suddividerla in varie parti, possibilmente equivalenti.

Insieme a questa preview è consigliabile effettuare una veloce lettura del testo, focalizzandosi su titoli o su eventuali vocaboli grassettati per indirizzare la mente soltanto su alcuni “focus“.

Chi è solito sottolineare può farlo durante la fase di lettura veloce dato che in questo modo la memoria visiva viene attivata una prima volta.
Leggendo rapidamente, la propria mente viene soltanto attivata ma non introietta nessuna notizia e quindi non ci si deve allarmare se al termine di questo step non si è ancora assimilato nulla.

L’attivazione ha lo scopo di ridurre le tempistiche di memorizzazione che di solito nel giro di poche settimane arrivano a dimezzarsi.
Durante questa fase è indispensabile eliminare tutte gli eventuali stimoli di distrazione per ottenere la massima concentrazione.

Lo step successivo prevede un intervallo di pochi minuti (ne bastano dieci) che ha lo scopo di consentire ai neuroni cerebrali di ripristinare il loro assetto fisiologico.

Sarebbe buona norma suddividere un’ora di studio in 50 minuti di applicazione e 10 minuti di pausa, durante i quali mantenere la mente completamente a riposo.

Alla ripresa dello studio è necessario fare ricorso alla memoria visiva, cercando di stimolare i collegamenti tra immagini e nozioni.

Anche se non sono presenti foto può bastare visualizzare con attenzione le pagine dei testi poiché la creazione di immagini mentali consente di ricordare con maggiore facilità.

Altri metodi

Una tecnica valutata molto efficace è anche quella di scrivere dei brevi riassunti, consistente anche soltanto in poche frasi esplicative dei concetti di fondo.

In questo modo vengono memorizzati dei dati basilari su cui è possibile organizzare l’esposizione successiva.

Uno step valutato altamente vantaggioso è quello della auto-interrogazione, in grado di attivare la memoria in due modi, sia ponendo le domande che offrendo le risposte.

Per ottimizzare l’apprendimento è consigliabile eseguire questa fase ad alta voce in maniera da stimolare anche l’area acustica del cervello.

Verso la fine del processo di stimolazione mnemonica è necessario formulare un questionario riepilogativo, utilissimo per isolare le keyword più importanti.

La possibilità di disporre di adeguate parole chiave contribuisce a stimolare la memoria verso specifici argomenti, indicativi di un conseguente percorso mentale che porta all’apprendimento.

Bisogna sempre seguire il metodo che dal particolare conduce al generale dato che la struttura cerebrale è pre-impostata all’acquisizione di un numero contenuto di nozioni.

Per abbreviare le tempistiche di assimilazione bisogna quindi realizzare uno schema ben definito e basato su pochi punti focali, considerandoli come punto di partenza.

La tecnica della “ragnatela mnemonica” viene attualmente considerata una delle più valide sia analizzando i risultati conseguiti sia per il notevolissimo risparmio temporale (oltre il 50%).

Un ultimo suggerimento per velocizzare le tempistiche di studio è quello di non pretendere troppo dalla propria memoria che, come tutte le funzioni dell’organismo, ha i suoi tempi e i suoi modi per agire.

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