Back To School ai tempi del Covid, si torna a scuola tra mille interrogativi

Che questo sia stato e sia ancora un anno fuori da ogni logica e incredibilmente complicato, lo dimostra perfettamente la scuola. Già, perché se a marzo il lockdown per contenere il coronavirus ha coinvolto moltissime attività, investendo anche le nostre aule, dopo 6 mesi fatti di convivenza con la malattia e di programmi, siamo giunti a settembre e il rientro sarà all’insegna di mille e più dubbi.

Se la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina è stata chiara, con tanto di ordinanza, nel ribadire che già dallo scorso primo di settembre sarebbero tornati a scuola i ragazzi impegnati nei recuperi di alcune materie, che di fatto hanno “testato” in condizioni agevolate la gestione scolastica che il Governo si è affrettato a mettere in piedi, la sensazione diffusa è che a ritmo normale, tra mascherine, banchi singoli e distanziamento, se il sistema riuscirà ad andare avanti e a reggere tra le tante ipotizzabili emergenze sarà un vero miracolo. Già, perché la situazione della scuola italiana è critica e purtroppo non lo scopriamo certo ora, tra strutture che nella migliore delle ipotesi non sono al passo con quelle di altri Paesi europei e che invece, nella peggiore di esse, in alcuni casi sono persino ai limiti della praticabilità.

Per le persone che non rinunciano all’ottimismo, basti pensare che solo qualche giorno fa, appena la macchina scolastica si è rimessa in moto, in una scuola di Livorno un bambino di 8 anni è risultato positivo al covid-19 e di conseguenza sono stati messi un quarantena i suoi compagni di classe e gli insegnanti. Cosa accadrà quando tutti i nostri istituti saranno a pieno regime, con una parte degli studenti costretti a tenere la mascherina durante tutta la lezione perché le dimensioni dell’aula e il numero dei frequentanti non consente di mantenere la distanza minima richiesta?

Se fino all’estate 2019, di fronte a un quadro scolastico in piena difficoltà (se non addirittura emergenza) le preoccupazioni dei genitori orbitavano quasi esclusivamente intorno alle spese per acquistare libri di studio, astucci, diari e zaini scuola, oggi il materiale scolastico – come riporta il sito ScuolaTOP – rischia di passare in secondo piano, perché da un momento all’altro la frequenza delle lezioni in aula potrebbe essere sospesa per un caso di positività, riconducendo tutti gli studenti alle lezioni online che tanta emergenza organizzativa (chi bada ai figli se i genitori lavorano? il computer e la connessione di rete domestica sono adatti a svolgere con profitto le lezioni?) e didattica (se l’insegnante si ammala, chi svolge le lezioni in remoto?) aveva creato lo scorso marzo quando le porte delle scuole erano state chiuse per il lockdown.

Il Ministero dell’Istruzione cerca di fare il possibile, e in quest’ottica vanno lette iniziative come “Rientriamo a Scuola“, una sezione speciale sul sito del governo in cui sono presenti informazioni e FAQ attraverso le quali si prova a fugare dubbi e a rassicurare gli animi, ma resta obiettivamente molto complicata la situazione reale che l’Italia, non solo di oggi ma anche di domani, perché la scuola serve al nostro futuro, si appresta a vivere.

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